Piccoli piaceri

Alcune volte sono stanca, lagnosa e con la testa piena di grane lavorative.

E’ in quel momento esatto che ripasso mentalmente i miei piccoli piaceri:

la birra fresca fra le chiacchiere, dopo una lunghissima giornata campale

il dolce delle melanzane alla parmigiana mangiate fresche d’estate

un abbraccio stretto a sorpresa che ti toglie il fiato

la coppa di spumante ghiacciato delle occasioni speciali

l’odore di sudore dei miei bimbi quand’erano piccoli, sapeva di pane messo a lievitare

la sensazione della salsedine sulla pelle la sera al mare, quando al tramonto aumenta l’umidità dell’aria

la sabbia del deserto tra le dita, impalpabile

l’anguria sortita da frigo dopo una sessione d’allenamento pesante

il profumo e la consistenza sotto i passi dei fiori di jacaranda, che, caduti dagli alberi, in questo periodo tappezzano i marciapiedi della mia città natale

una tazza di tè al gelsomino e dei crostini caldi di pane, sul vassoio a letto.

 

E per voi, quali sono i vostri piccoli piaceri?

Vi lascio a quelli di un film che adoro. Buona visione.

Da youtube: Sequenza estratta dal film Il favoloso mondo di Amélie

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La spada nel campo

Vi propongo oggi una sequenza di un film che ho amato.
Chiaramente, non ho gli strumenti né l’autorevolezza per fare una recensione, per quello vi rimando al sito nuovo di zecca della Torretta, quanto a autorevolezza lei sta al Cinema come la ‘povna sta ai Libri.

La sequenza è tratta da uno dei film di Luc Besson, Giovanna d’Arco (1999).

Di tutto il film non sono le scene di battaglia che son rimaste in mente ma questo frammento che ben rappresenta un lato di me.
Giovanna, imprigionata nelle segrete alla fine della sua vita, in un dialogo con la sua Coscienza ripercorre le immagini dei segni della sua investitura divina, e si instilla in lei il dubbio esistenziale che quanto ha visto e cosa ha interpretato sulla base delle sensazioni del momento fossero elementi non coincidenti, soprattutto l’uno non implicava necessariamente l’altro.
Trovo semplicemente geniale l’idea di elencare tutti i possibili modi in cui poteva essere arrivata la spada nel campo, quella spada da lei vista come investitura divina alla sua vocazione battagliera. Alla fine del confronto la Coscienza, impersonata dal bravo Dustin Hoffmann, ribadisce il concetto alla attonita pulzella d’Orleans, con una frase che suonava più o meno così: “Non vedesti ciò che era, Giovanna, vedesti quel che volevi vedere.”
Il ricordo di questa sequenza mi ritorna spesso, trovo che sia una bella rappresentazione del dubbio esistenziale che trovo prudente contrapporre a granitiche certezze, e un saggio monito a scindere l’analisi di una successione di fatti dalla loro eventuale interpretazione o estrapolazione.

Vi lascio alla visione della scena (mi scuso con voi, l’ho trovata su youtube solo in lingua spagnola).

Da youtube: estratto dal film Giovanna d’Arco (L. Besson, 1999)

Sulla memoria e sui libri

Ieri era il Giorno della Memoria, giorno dedicato a commemorare, informare e sensibilizzare sull’assurdità della Shoah, anche nella speranza che a nessuno venga la tentazione di dire che tutto ciò non è mai accaduto. Vi rimando a qualche contributo che mi ha toccato nel giro di vicinato di blog, in ordine temporale di apparizione sui miei rss: ‘povna, Rose, Aluya e LadySmith.

In merito al potere della memoria e dei libri, volevo però proporvi una sequenza di un film che in qualche modo trovo attinente ai nostri tempi in cui il tubo catodico va per la maggiore: è la scena finale di un film che amo, Fahrenheit 451 di Truffaut, tratto dall’omonimo romanzo di Bradbury.
Nel film si parla di una società in cui le trasmissioni televisive controllano le idee nella popolazione in nome della salvaguardia di un superficiale benessere; i libri vengono bruciati perché ritenuti sovversivi, portano messaggi contrastanti da quelli di regime, fomentano idee e sentimenti ben diversi dall’asettica felicità assicurata dal governo. Visto da qui può sembrare surreale ma non troppo, il numero di Paesi in cui è attiva la censura per motivi ideologici al giorno d’oggi è ancora molto alto.
Ai margini di questa società, in condizione di fuorilegge, un gruppo di persone cerca di far sopravvivere opere di grandi scrittori imparandole a memoria, in modo che continuino ad esistere ed essere tramandate al di là della disparizione della copia fisica.

Ecco la sequenza, attendo le vostre riflessioni in merito. Buona visione.
(Io vado a cercare i fazzoletti che è meglio)

Da youtube: Fahrenheit 451 (F.  Truffaut), scena finale 

(seguire il link per visualizzarla)

Una sequenza

E’ tardi, è notte, domani la nostra sacrosanta pila di impegni, responsabilità obblighi e doveri.

Eppure vi lascio con una sequenza da un film che amo, che sa di libertà, di pochi pensieri, di allegria e di disimpegno.

Io e il mio compagno circa quindici anni fa la replicavamo inconsapevolmente, tranne che la moto era più grossa, avevamo i caschi integrali (perché la sicurezza in moto serve), ed eravamo giovani e sulle ali del vento, a nostro modo.

Buona visione

Da youtube: il favoloso mondo di Amélie – finale