Alcune volte

Alcune volte vorrei avere una bacchetta magica e dei poteri incredibili per trovare soluzioni, risolvere grossi problemi di salute, alleviare il dolore di una persona amica, dare tranquillità e prosperità a chi mi sta vicino.

Alcune volte mi sento impotente. E mi dispiace.

 

Da youtube: Pink Floyd, If

 

Così lontana così vicina

In questo periodo mi sono parzialmente allontanata dal blog, dallo scrivere, dal commentare: troppe ore al computer, lavoro che assorbe molto tempo, questioni di contorno che a vari livelli richiedevano un mio coinvolgimento davanti allo schermo, bisogno d’ora d’aria, di confidenze con i figli, di chiacchierate col mio compagno di vita, di qualche serata tra amici.

Ma a mio modo vi ero vicina. Vi ho sempre letto, spesso di sfrodo da altre postazioni nei cinque minuti di pausa, talvolta la notte prima di spegnere, o nel breve lasso di tempo tra due diverse attività a casa. Ma lo scrivere spesso non veniva. 

Eppure ne avrei di faccende da raccontare, del Grande che socializza con i nuovi compagni, di Monello Occhi di Giada che si è unito a noi nelle arti marziali, del Piccolo e delle sue passioni per galassie lontane. Del Marito che tenta di stare a dieta, e gli vien ancora più fame. Della Soleil professionale che va dopo anni a una cena di lavoro, ed è stato simpatico ma è ben contenta di esser rientrata a casa, ché non si sente più tipa da uscite, il suo posto è altrove. Della Soleil neosportiva convertita che si sta divertendo un mondo nei combattimenti in palestra, perché in qualche raro momento è nello stato di grazia che consente di piazzare un colpo nello spiraglio libero e fare punto.

E ora torno a farmi risucchiare dal gorgo degli eventi, dal tritacarne lavorativo a cui son destinata. Vi lascio un motivetto per farvi compagnia, vagamente evocativo, di un cantante che potremmo definire buono da mordere, fate voi. Io ultimamente lo sparo in cuffia per aggrapparmi a qualcosa di spensierato.

Buona serata, ragazzi.

Da youtube: Bruno Mars, Locked out of Heaven

 

Thank you for the music

Un Grazie va a Paluca, Torretta e Viola che hanno accolto una Soleil randagia per Milano, in sbornia di troppo lavoro, e l’hanno fatta sentire in famiglia, davvero. E’ stato davvero bello il tempo con voi.

Un Grazie va alla mia compagna di merende Agrimonia che ha fatto la spia, e che se fossimo state in condizione ci saremmo viste, sicuramente.

Un Grazie va a tutti voi che continuate a passare su queste pagine anche se Soleil non ha avuto modo di rispondere ai commenti, o di dare aggiornamenti sensati, o di farsi viva perché è in modalità di lavoro 24/7

Da youtube: Amanda Seyfried, Thank you for the music

Dedica

Per te che corri da mattina a sera, senza mai fermarti.

Per te che in un nanosecondo devi trovare una soluzione, un incastro per un impegno improvviso, e vagli cinque soluzioni allo stesso tempo per poi scegliere una sesta in cui farai i salti mortali.

Per te che ascolti e parli con i figli mentre stai portando avanti altre quattro cose, ma il tempo d’ascolto che stai dando è schietto e sincero.

Per te che scrivi a mezzanotte sul blog, perché non hai avuto tempo e fiato durante la giornata, fatta eccezione per qualche sbirciatina alle pagine degli amici.

Per te che fai una vagonata di chilometri avanti e indietro nel tempo libero, unico modo di trascorrere qualche ora tranquilla con le persone che ami.

Per te che fai otto ore  o dieci a lavoro, e quando torni a casa devi mostrarti disponibile e attenta perché sono i momenti migliori con i tuoi bimbi e non te li puoi perdere.

Per te che fai la doccia la sera, perché sai che dal primo attimo dopo il suono della sveglia sfrecci a velocità supersonica e crei l’onda d’urto attorno a te.

Per te che mangi il panino davanti allo schermo in modo da portare avanti i tuoi compiti ché di lavoro da fare ce n’è per tre.

Per te che “se non faccio io anche questo nessuno mi sostituisce”, ed è vero.

Per te che “non c’è problema mi arrangio”, anche se i problemi sarebbero tanti e ti si strozza la voce in gola solo al pensare di elencarli.

Per te che fai la spesa alla chiusura del negozio perché avevi promesso di fare quel piatto speciale, e anche se la voglia è zero e il tempo si trova difficilmente mantieni quanto detto.

Per te che sogni mentre corri,  e corri anche mentre sogni.

Non smettere di correre. Io corro con te.

Da youtube: Thomas D and Franka Potente, Wish

[colonna sonora del film Lola Rennt (1998)]

Echi

Il sabato sera ha suoni irreali, silenzio e pace, mentre dall’altra stanza riecheggiano le voci dei bimbi che giocano. E’ strano, dopo un’intera settimana passata a correre e a sbattersi ti sembra all’improvviso di avere tanto tempo libero, e ti metti scrupoli su come impiegarlo.

E’un momento che mi da sicurezza: il crepuscolo fuori, il borbottio del frigo mentre appoggiata a un mobile della cucina faccio ticchettare le dita sulla tastiera, una tazza di tè caldo, la luce tenue della lampadina a risparmio energetico, le foto appese in ordine sparso su un pannello in sughero, la biscottiera in ceramica a forma di donna in carne (come la chiamava il Piccolo la bellezza).

E mi rendo conto che non c’è nessun altro posto che ora potrei chiamare casa: il mio rifugio, la mia oasi di pace è qui, avvolta in questo silenzio, in questi suoni leggeri, in questo bozzolo d’intimità.

Da youtube: Pink Floyd, Echoes

Amicizie parentele e consuetudini

Me ne rendo conto,  gli anni che passano mi vedono diventare sempre più egoista nei confronti del mio tempo.

Un tempo facevo attenzione a compleanni dei quattro parenti che ho e  delle amiche . Alcune scadenze però per me erano diventate formule di consuetudine, fai gli auguri e dopo non sai proprio cosa dire.   Ora non più, sto diventando una vera smemorata: alla fine siamo tutti grandi adulti e vaccinati, e le persone che contano veramente sanno che il dialogo c’è, a prescindere da una data di un genetliaco. E anzi  le persone che veramente sento vicine sanno che gli auguri arriveranno, perché le sento molto spesso, perché non ho bisogno con loro di mettere al microonde un rapporto per far finta che sia sempre alla buona temperatura.

Evito oramai anche  di fare gli inviti puramente formali, quelli che si pronunciano sapendo che la persona che hai davanti dirà sì ma non verrà mai a trovarti. Forse sono segni di una depressione latente, di un ripiegamento su se stessi, ma in fondo chi vuole  varcare la soglia  di casa sa di essere ben accolto.  Sto alla larga da alcuni rapporti chiaramente mercantili, so  essere cortese all’occorrenza  ma preferisco mettere distanza con chi ti concede qualcosa avendo in mente di chiederne altre due.

Alla fine  ho la sensazione  di essere sempre in mancanza di tempo, e il poco che ho voglio dedicarlo ai rapporti che veramente contano, quelli che scaldano il mio quotidiano, come una goccia che cerca la configurazione che corrisponde al minimo d’energia.

E’ davvero questa la quarantina?

Da youtube:  Pink Floyd, Time

Au revoir mensis horribilis

Giugno, ne ho già parlato in precedenza, è stato faticoso.

Non mi mancheranno le continue transumanze con i bimbi nella città del vento e delle jacarande per gestire l’assenza di scuola e intrattenimenti.

Non mi mancherà il silenzio a lavoro, alle 21.30, inframmezzato a piccoli rumori di dilatazione ed assestamento della mobilia.

Non mi mancherà il silenzio a lavoro alle 8.00 del mattino, dove solo persone alla ricerca di tempo si avventurano, e prima delle nove non appare anima. Nel frattempo il sole scalda le vetrate e si boccheggia.

Forse mi mancheranno i giorni alterni di mensa con i colleghi, questo mese la pausa pranzo sarà dedita a organizzare quattro cose edibili per i ragazzi appena usciti dai servizi ludici comunali.

Non mi mancheranno le cuffie, continuo a tenerle strette alle orecchie cercando in un filo di musica un barlume di concentrazione.

Non mi mancheranno gli orari assurdi che mi imponevo per far collimare il tutto, lavoro, figli, ultimi appuntamenti a scuola, sport dei figli e il mio.

Mi mancherà il tae kwon do, ieri il Grande e io abbiamo sostenuto il passaggio di cintura. Ora la palestra entra in pausa estiva e in un misto di disperazione e sogno ho concluso le procedure per l’acquisto di una bicicletta, per sfogare le energie e i vapori del lavoro in pedalate furiose all’aria del tramonto.

Mi mancherà forse il clima di concitazione a lavoro, perché dal punto di vista dei risultati siam riusciti a trasformare un mensis horribilis in un mensis mirabilis, perché talvolta quando si ha meno tempo si riesce a farlo fruttare con profitto.

Mi mancheranno tutte le emozioni impagabili che m’hanno offerto i figli, in questo pazzo mese di Giugno.

Addio Giugno, stammi bene, stasera ti battezzo nell’acqua salata, ti seppellisco nella sabbia umida scavando con la rossa paletta del Piccolo e ti saluto nel fresco della battigia al tramonto, presenti noi quattro, qualche turista e tanti gabbiani.

(Un ringraziamento a Gotye, la sua musica m’ha tenuto letteralmente sveglia per produrre a lavoro quanto richiesto)

Mi scuso con voi per la latitanza in commenti e presenza, a luglio andrà meglio.

E ora per festeggiare, un brano baldanzoso che porti un alito di fresco!

Da youtube: Emily Smith, Caledonia