La misura della felicità

Ognuno misura la propria felicità in modo diverso: c’è chi conta viaggi fatti, ristoranti visitati, amici ritrovati, io ormai conto i progetti che faccio. Anche se magari non andranno in porto tutti costituiscono il mio condimento, rendono sapida la vita con il mio fantastico compagno e con i figli, mi riempiono gli occhi di stelle e le notti di sogni.

Ce li ho tutti i miei progetti, anche quelli di diventare imprenditore e creare un sacco di posti di lavoro con le mie balzane idee. Non so se riuscirò a dare loro forma e a farli diventare reali, ma ci lavoro ogni santo giorno quando torno dall’ufficio. Sono il mio universo parallelo, il mio altrove, su cui ogni tanto si apre una finestrella e parlo con delle persone dall’altro capo dell’Atlantico, che si muovono in universi veloci, che creano nuovi scenari a ogni soffio di vento.

Ce li ho tutti i miei progetti e son meglio della droga o della crema antirughe. O della passione corporea.

Ce li ho tutti i miei progetti e con la mente creo città invisibili su altri pianeti.

Chiamatemi pure Dottor Manhattan.

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3 pensieri su “La misura della felicità

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