Bambagia

Alla fine forse l’equilibrio lo stiamo trovando.

Stiamo piegando la realtà in modo che abbia la forma giusta della malattia dell’Adolescente, che si adatti ai suoi dolori e alla sua febbricola.

E sia, visto che ancora la terapia giusta tarda per ancora chissà quanti mesi, accettiamo la situazione come a lungo termine. Pieghiamo tutto il resto come se fosse bambagia attorno all’intestino malato. Lui è grato e sicuramente più sereno, fa tutti gli sforzi che può per rincuorarci che stiamo procedendo nella direzione giusta, soffre ma col sorriso. Non gli stiamo più chiedendo di conciliare l’inconciliabile, di fare una vita normale. Abbiamo deformato la normalità in modo che sia rassicurante. La Piccola fa la principessa, lui, l’Adolescente, fa il paziente e dolente fratello maggiore. Il Grande è disperso nella sua nuova coinvolgente realtà a oltre diecimila chilometri da qui, e taglia i ponti perché ha da fare. Forse se ne fotte, sicuramente se ne fotte, è giusto così. Io mi drogo di musica in cuffia, il mio compagno si droga di giochi al computer. Coltiviamo solitudini il giorno e nel letto la notte ci stringiamo forte per non partire alla deriva.

Resistiamo.

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8 pensieri su “Bambagia

  1. nei momenti duri si galleggia in una dimensione che faccia il meno male possibile. L’autonomia del più grande pian piano si stempererà in una realtà che fa meno male, noi madri abbiamo radici lunghissime, ma dobbiamo imparare a ritrarle. Ci riesce difficile! Riconosco in te il mio stupore per la lontananza della mia figlia minore, che dopo aver traslocato non chiama, se non quando le serve, che si fa sentire di rado, pur essendo a 10 minuti di macchina da me, ma la sua mente è molto lontana. Resistere è già tantissimo!!! In bocca al lupo mia cara! un abbraccio ♥

  2. un punto di disaccordo tra me e mia moglie è appunto la visione del rapporto con i figli che crescono, io sono dell’idea che i figli li abbiamo in prestito, non sono i nostri… li abbiamo per un po’ e poi ci lasceranno per il mondo, e il nostro compito è dargli gli strumenti per potersela cavare e per essere brave persone…. In fondo per noi, la “nostra” famiglia è quella che abbiamo costruito, non quella dove siamo nati e cresciuti…
    e sarà così anche per loro…
    Ma mi rendo conto che è un discorso da padre.
    Un abbraccio a tutte voi, splendide madri!

    1. caro Lopo, in una famiglia servono tutti e due i punti di vista, quello da padre e quello da madre, e secondo le circostanze la soluzione si trova in un equilibrio dialettico tra i due, più o meno vicino all’uno o all’altro…. Ma è verissimo, loro sono del mondo e prima o poi volano via. A volte decisamente prima. Grazie Lopo, un abbraccio e viva i padri!

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