Una vita da mediano

Come diceva Ligabue, una vita da mediano.

Sempre lì, lì nel mezzo, finché ce n’è stai lì… La citazione non è particolarmente colta ma rende il mio recente coinvolgimento nei più disparati eventi. Stiamo cercando di far ripartire l’Adolescente che presenta dolori addominali che si riacutizzano ad ogni risveglio del sistema immunitario, e che quando è fragile cumula a tutto ciò fobia scolare e fobia sociale.  Perché alla fine al dolore addominale si somma la balbuzie quando non riesce a concentrarsi su quel che dice. E vai di summit e di sequenze di appuntamenti dedicati: pediatra, specialisti della sua malattia cronica, psicologi, professori per rafforzarlo nell’unica materia che lo paralizza.

Risolvere i suoi problemi è come dipanare una matassa intrecciata, bisogna avere tempo e pazienza, nonché restringere al minimo l’alimentazione nei periodi di crisi: poco riso solo a pranzo, carne bianca, pesce, mele cotte. Niente oli d’uso comune…. l’olio d’oliva che più extravergine di così si muore è stato il tema di una sequenza di mal di pancia senza tregua. Grassi non ne parliamo, fibre neppure.  Una volta ho usato un succo di mela torbido per cucinare, meno centrifugato del solito…. e via di crisi di dolori addominali e depressione annessa. Aglio? Irrita. Cipolla? Riempie l’intestino di gas e aumenta i crampi. Pomodoro? Neanche a parlarne, ha nichel.   Quando l’infiammazione aumenta il suo intestino si blinda, e ai dolori addominali si sommano le mancate evacuazioni. Santo cortisone quando lo danno, consente di tornare a una quasi normalità. Almeno possiamo spaziare un po’ di più con l’alimentazione, e posso far qualcosa di diverso della cucina al niente in cui mi sto specializzando.

Prima o poi stabilizzeremo la situazione. Ma quanto dura la salita?

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11 pensieri su “Una vita da mediano

    1. Grazie Annika… Speriamo di avere una ripresa sui vari fronti e un’alternativa al cortisone molto presto… anche perché è una manna ma preso a lungo fa danni. Un abbraccio.

  1. E’ una magra consolazione trovare le stesse sensazioni nei tuoi racconti di quello che quotidianamente si prova nel cercare di mandare avanti meglio possibile una famiglia con 3 figli di età diversa.
    Ma il tuo sorriso deve ssere una manna…

    Lopo

      1. Si corre tanto.
        e a volte si perde di vista se stessi.
        ho voglia di tornare a scrivere.
        anche se il tempo è sempre poco…

        Comunque è bello ritrovarvi

      2. Potrei dire lo stesso, sia sulla corsa che sul tornare a scrivere. Ho letto di straforo il tuo post dal telefonino, e non ho potuto ancora commentare: puoi essere davvero fiero del tuo figlio maggiore. Bello davvero.

      1. Grazie a te per la risposta! Colgo l’occasione per dirti che ho sfornato un nuovo post, in cui racconto una mia esperienza molto importante e molto personale… spero che ti piaccia! 🙂

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