Valore

Che valore dai a un braccio rotto?

Quello fisico, dolori prima fastidi poi, pruriti, incapacità di fare una doccia completa e non resta che lavarsi a pezzi, ti fa sentire sporco come al campeggio in una zona poco attrezzata, accampato a casa tua.

Quello della condivisione, perché ogni attività banale che facevi con due mani richiede aiuto e collaborazione. E se per alcuni aspetti mi sento sminuita e incapace, e ciò mi fa arrabbiare, d’altro canto scopro ogni volta il calore della mia famiglia, l’immensa disponibilità del mio compagno che, quando il gioco si fa duro, si fa mia estensione prestandomi le sue braccia.

Quello delle ore di lavoro perse per il progetto, che cerco ugualmente di portare avanti, fiacca come non mai, con la sola mano sinistra, gestendo tempi morti, scarsa capacità di connessione, incompatibilità di versione dei programmi e quant’altro.

Quello dell’acquisto di un software di dettatura e controllo vocale per il mio laptop, programma che va allenato, gestito, imparato, aiutato da un buon microfono (che non ho), per cui spesso capisce fischi per fiaschi, facendo esplodere risatone gratuite al rileggere ciò che da esso è stato trascritto.

Quello delle ore in più passate con i bimbi, senza fretta, senza dover ripartire.

Quello del tempo libero da sola, che mi ha riportato indietro di quindici anni e m’ha fatto rispolverare antiche passioni. Con soddisfazione enorme ed euforia da ragazzina invecchiata.

Quello dei ricordi, che con il tempo affiorano e ti stordiscono con la loro nitidezza.E basta accendere la tele all’ora di pranzo e seguire il servizio sulla morte di un grande per sentirsi trascinata indietro a nottate di studio con Smyrne, la fatica, le feste, le risate, i ragazzi, le liti scoppiate per la mia cretineria per fortuna presto ricomposte, le crostate e i caffè mentre a ciclo continuo risuonava l’album in cui era inclusa questa canzone.

Grazie Lucio.

Lucio Dalla, Tu non mi basti mai

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30 thoughts on “Valore

  1. il valore di un’altra prova superata, di situazioni nuove vissute ed assaporate o scartate… i nostri vecchi dicevano “no c’è un male senza un bene”… 😉 auguri!

  2. il valore di scrivere (o dettare?) un altro post pieno di cose, di domande, di sensazioni, di ritratti di parole, di ottimismo della volontà (che è il tuo, e io riconosco cugino del mio).
    il valore di vita a suon di musica (e talvolta tristezza e nostalgia) e parole, e gesti, e persone, e colori…
    sei forte, sai?!

    • ‘povna, tu sei forte, bella mia! Io dipingo solo i colori, come diresti tu, che lo Sceneggiatore mi ha dato, e son stata fortunata, ho avuto in dono una buona tavolozza 🙂 (… ed è vero, è un ottimismo parente, in un certo senso è l’ottimismo della ricostruzione che entrambe abbiamo affrontato)

  3. Solo oggi leggo del tuo braccio e, siccome la sfiga come ben sappiamo tutti benissimo ci vede perfettamente, salta il braccio destro quello (immagino) più usato (o sei una mancina?).
    Per fortuna hai tanto carattere e molta forza interiore e soprattutto quella bellissima famiglia che ti circonda.
    Passerà anche questa e ti lascerà qualche ulteriore ricordo, qualche altra perla da raccontare in un post tra una decina di anni…

  4. come ti capisco, tanti anni fa giocando a basket mi son rotta un dito e mi han fatto un mega gesso che arrivava fino al gomito, ero impossibilitata esattamente come te, ricordo che mia madre mi infilava il braccio in un sacchetto nero tipo quelli del pattume per potermi lavare! Speriamo che le ossa si risaldino velocemente dai..
    Un abbraccio

  5. Che bella che sei… una persona che riesce a trovare sempre il lato positivo delle cose, anche di quelle dolorose, è davvero una perla rara.
    Abbraccio!

  6. Mi spiace per la frattura ma leggendo il post e soprattutto le tue risposte ai commenti devo dire che la tua capacità di trasformare un disagio in un momento di positività è esemplare!
    Buona settimana!

  7. Quando il coniuge si è fratturato lo stesso braccio, per fare la doccia, glielo avvolgevo nella pellicola domopak ben oltre il bordo del gesso.poi teneva il braccio fuori dalla cabina: mai entrata nemmeno una goccia.
    Guarisci presto.
    Lamps.
    Aluya

  8. quella canzone di Dalla per me è stata un sottofondo musicale di un periodo speciale, è una delle mie preferite.
    sei brava, un braccio rotto può essere visto in un’altra prospettiva come tu stai facendo.
    per quanto ne avrai?
    ti auguro che sia una convalescenza sempre così, con dei risvolti presto positivi circondata da persone che ti aiutano e ti stanno vicino…

    • tu non sai cosa hai scatenato, che è da mezz’ora che ascolto solo questa canzone, mamma mia, la musica che potere ha, al di là della vita, dei ricordi, è pura poesia nelle nostre mani, anzi, nelle nostre anime perchè è lì che va a finire l’emozione che ci dona. grazie per avermi fatto ricordare una delle canzoni che più ho amato (ed amo) di Lucio…. ;)))

  9. Ciao cara, OT per dire che in wp sto finendo regolarmente nello spam… Non so perché, ma credo che la mia presenza vada riautorizzata (anzi, se mi sai spiegare il motivo io sono grata!)

  10. Io penso che in ogni cosa, anche quella più negativa, ci sia qualcosa da prendere come spunto positivo…anche in un braccio rotto. La conferma? Le firme di amici e parenti sul gesso che, una volta gettato, è come perdere una parte di te…

    • Stefano, hai ragione 🙂 e anche se dei disegni ho dovuto fare a meno (ora va di moda il semigesso perché riduce il rischio di trombosi, e non si posson fare disegni sopra) rimane la rete di sentimenti affettuosi che rimarrà in mente, anche a incidente concluso

  11. mannaggia, ho letto solo ora. Deve essere una scocciatura ma il tempo che riesci a ritagliarti grazie a questo ‘intoppo’ non ha pari.
    p.s. ho sognato di parlare con te. Buffo se pensi che non so neanche che faccia hai :). Ma voglio tornare presto lì dove abiti, quindi conto di poterti conoscere presto 🙂

    • Mami, l’hai detto. M’ero quasi dimenticata il concetto dell’avere tempo.
      Sorrido pensando al tuo sogno, ma è vero che molti discorsi son così concreti che sembra di parlare insieme dal vivo 🙂 Quando vieni in zona vedremo di non mancarci, e non è improbabile che in primavera passi io nella tua!

  12. In un altro anno bisesto, mi sono quasi sbriciolato la mano destra, ci ho messo quasi 9 mesi a rimettermi.
    Mi hai ricordato quei momenti.
    Che rabbia dover dipendere da altri.
    Che gioia riuscire a legarmi le scarpe da solo….
    Che bello sbucciare la mela…..

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