Sul ragionare

Ti insegnerò io a ragionare! Ti metto a scuola dai preti!
Questa frase calò come una sentenza su SU, il mio compagno di vita, quando aveva dieci anni o poco più.
La madre era disposta a riservare solo il minimo sindacale di pazienza al quinto figlio; non che SU fosse un cattivo ragazzo, andava bene a scuola, era solo un pò polemico e non amava seguire acriticamente le indicazioni dei genitori.
Detto fatto, quel che seguì furono sette anni nella scuola cattolica Versaillese che formava i figli delle grandi famiglie, quelli con quattro nomi di battesimo per intenderci.
Volete sapere se la permanenza nella scuola privata affinò le capacità di raziocinio di SU? Potremmo dire di si, se consideriamo che ha avuto il bagaglio di logica, dialettica e intelletto necessari per coronare studi superiori universitari in Matematica.
Tuttavia, un effetto collaterale che la madre non aveva considerato, tale scuola da blando cattolico contribuì a renderlo ateo militante, che non è così male signora mia, perché uno che professa come credo la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo ha un sistema di valori sufficiente per essere una bella persona, un buon cittadino, un bravo marito e un padre amorevole.
Viene però il dubbio che la madre intendesse qualcos’altro per ragionare, o che usasse la parola ragionare con un doppio slittamento semantico: primo, come essere ragionevole, cioè, più che accessibile al ragionamento, conforme al buonsenso comune; secondo, conforme, più che al buonsenso comune, a quello della madre, cioè ubbidiente.

In mezzo a tutto questo, un padre fieramente repubblicano e libero pensatore e una madre protestante nell’animo, il Grande è cresciuto come un agnostico sorridente, aperto e curioso verso le religioni, curioso con la stessa benevolenza di fondo dell’Italo Calvino nella sua gioventù, conscio che quando sarà adulto potrà esplorare la sua spiritualità e andare dove lo porta la sua fede, laica o religiosa che sia.
L’altro giorno il Grande rientrando a casa mi racconta : “Mamma, sai… La maestra di religione talvolta a scuola ci sgrida, e ci dice che siamo atei perchè siamo pigri e non ragioniamo!”
A queste parole, ripensando alla storia di SU bambino, m’è fiorito in volto un largo sorriso.

Postilla: l’autrice di questo post ritiene che sia positivo che ognuno incanali la propria spiritualità verso ciò che  preferisce, religioso o laico che sia, nell’osservanza delle regole del vivere civile. Massimo rispetto per tutti.

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10 pensieri su “Sul ragionare

  1. Ero una cattolica fiduciosa e ben disposta e sono diventata una disinteressata felice, dopo aver scoperto che santamadrechiesa mi stava stretta come una 38 (e io sono una 44). Dei miei figli,il grande rasenta la blasfemia (e mi dispiace),mentre la piccola semplicemente è in osservazione e non si pronuncia. In tutta questa storia, il mio 80enne padre mi lancia quotidiani anatemi per non aver insegnato loro il timor di Dio. Ma tant’è. A me interesssa che siano solidali, aperti, onesti e giusti.

    Un saluto, carissima.

  2. Mia cara Soleil, I più grandi insegnamenti teologici li ho avuti da persone LAICHE !!!! e l’unico sacerdote che ho sentito fare omelie di comprensione ed aderenza alla realtà è stato sospeso a divinis !

    Ai miei bambini da piccoli ho fatto la meditazione dell’Angelo Custode e quando ho visto che hanno aperto gli occhi con un largo sorriso e felici all’ennesima potenza, ho compreso che lo avevano “incontrato” e che da allora camminavano con Lui mano nella mano.
    Il resto viene da solo.

    Onestà, giustizia, carità e fede in se stessi ed in un Dio Superiore sono i valori che ho inculcato e che per me valgono più di una becera religiosità da beghina che non è indice di spiritualità!
    Per tutti e due i miei figli sono stati i preti e le suore che hanno decretato il loro allontanamento dalla Chiesa, con comportamenti ottusi!

    Io da piccola ho avuto la fortuna di avere dei francescani come indottrinatori: giovani idealisti che son partiti missionari per Bolivia ed Africa e che vivevano il Vangelo che insegnavano!

  3. Io son cresciuta in parrocchia…..con incontri di preghiera, lectio divinae sulla parola ecc ecc ecc…..e queste cose vanno bene e riesci ad accettarle finchè sei piccolo e non ti affacci al mondo reale….poi ti rendi conto che tante cose che hai imparato tanti valori che hai dentro di te….non sempre servono e ti aiutano…..
    Io ora sono un pò arrabbiata con il “mondo Chiesa”….perchè vedo che si parla tanto e si aiuta poco…..quando dovrebbe essere il contrario…..

  4. Bellissimo post. Professare come credo la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo mi sembra un’ottima cosa, per questo lo faccio anch’io.
    Lamps.
    A.

  5. A te avrà fatto sorridere, io credo che sarei andata a litigare con la maestra per un commento del genere e ti dico che di solito sono tollerante e paziente…

  6. Prima di tutto, grazie a tutti di aver commentato in questo post: era un tema difficile, che in Italia si evita di affrontare perché si finisce spesso in scontri a muso duro. Come dicevo, ognuno può esercitare la propria spiritualità come crede, a me da fastidio chi con l’etichetta ragionare intende far aderire al proprio partito a tutti i costi, io sono figlia del tanto demonizzato relativismo, e penso che ognuno debba seguire le proprie inclinazioni appunto, nel rispetto del vivere civile. Ancora grazie davvero.

    Linda: mi piace la tua graduatoria di priorità sul cercare di avere figli solidali, onesti, aperti e giusti, non mi sorprende d’aver trovato sintonia… il tuo figlio maggiore è nella piena età della contestazione, e dell’offesa fatta espressamente, fra un pò magari maturerà ed eviterà eccessi provocatori… è bello che la piccola osservi e si faccia un’idea del mondo… Un abbraccione!

    Paluca: grazie caro, sono completamente d’accordo… anche perché per far progredire il Paese bisogna uscire dalle dialettiche Guelfi e Ghibellini… alla fine dei vari aspetti si può parlare e ci si può mutualmente arricchire senza arrivare a scontro e condanna degli uni sugli altri.

    Renata: è bello sentire come la tua fede è cresciuta e progredita cogliendo i contributi che ritenevi più appropriati. Alla fine la spiritualità di ognuno è un percorso, e il dialogo con gli altri, anche con coloro che son molto lontani dalle tue idee, porta sempre nuovi elementi.

    Libera: la Chiesa in Italia è una struttura molto grossa e molto gerarchizzata, alcuni si trovano bene dentro, altri trovano delle dissonanze rispetto alle loro più profonde convinzioni e trovano altre vie al di fuori. E’ giusto che ognuno maturi il proprio percorso.

    Aluya: ed è un’ottimo credo. grazie cara, m’ha fatto sorridere vedere il tuo accordo 🙂

    Agri: e non è il solo…talvolta vedere il sistema da certe angolazioni porta a questo, altre volte no.

    Elisa: sorrido perché m’ha ricordato mia suocera nei suoi anni da madre, e perché penso che alcune persone non dicono certe cose per cattiveria ma per non conoscenza 🙂 e prenderle di petto non serve a molto, rafforza solo le loro idee preconcette. E’ possibile che la mia sia superbia… per cui me ne scuso. Però preferisco evitare lo scontro, perché globalmente in altre occasioni questa maestra ha dimostrato di essere una persona tranquilla.

  7. perché uno che professa come credo la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo ha un sistema di valori sufficiente per essere una bella persona, un buon cittadino, un bravo marito e un padre amorevole.

    da sottoscrivere.
    io sono cresciuto all’ombra del campanile. E me ne sono fuggito, quando mi sono accorto che “l’ortodossia” uccideva il percorso di crescita personale. e questo non potevo sopportarlo.

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